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Diamo il benvenuto alla nona stagione del Teatro Verdi di Brindisi. Abbiamo ripensato a un «Teatro della Città» capace di guardare alla tradizione viva e nello stesso tempo di interpretare un nuovo modo di guardare il presente. Quindici titoli, un percorso che coniuga il piacere dello spettacolo e il teatro d’autore, i grandi classici e la contemporaneità.

Un’autorevole partitura di visioni teatrali che spaziano attraverso i temi della fragilità umana e del senso profondo del vivere. E ancora uno speciale focus su Napoli, città “capitale” del teatro. 

Novità assoluta è la diversa modalità di programmazione rispetto alle passate edizioni: non più spettacoli in doppia replica, ma una sola serata per ogni titolo inserito nel cartellone. Una scelta obbligata che tuttavia ci consente di offrire una stagione più ampia e assortita.

Il primo sipario si alza il 20 novembre sul dramma «Uno sguardo dal ponte» di Arthur Miller, un classico della drammaturgia nord-americana. La pièce, interpretata da Sebastiano Somma, indaga il tema attuale dell’emigrazione e dell’integrazione culturale. Brindisi è al centro del musical «Signori in carrozza!». Il musical racconta le imprese di un povero attore che cercherà di salvare il vecchio Teatro Verdi dalla chiusura. Il 2015 si conclude con «Revelación»: il 29 dicembre viaggeremo tra seduzione, tango e modernità.

Il 2016 si apre con «La bisbetica domata» di Shakespeare, una favola noir e contemporanea firmata «Factory Compagnia Transadriatica». Luigi De Filippo mette in scena «Miseria e nobiltà», il dramma grottesco della miseria e il sussiego della ricchezza nella Napoli di fine Ottocento.

La stagione prosegue con «Motel Forest», spettacolo fuori abbonamento nel quale Michele Foresta, in arte Mister Forest, veste i panni del proprietario di un bizzarro motel. La danza contemporanea è protagonista con «Pa|Ethos», la nuova creazione del coreografo tibetano Sang Jijia. Lo spettacolo, diviso in due parti, fonda la sua riflessione sui termini Pathos ed Ethos, concetti fondamentali della retorica aristotelica. Michele Riondino, reduce della seconda stagione de «Il giovane Montalbano», e Federica Fracassi portano in scena un mito dell’antichità classica come «Euridice e Orfeo», di cui Valeria Parrella propone una versione intensa e poetica.

Gianfelice Imparato, subentrato a Luca De Filippo, il grande interprete della scena italiana scomparso lo scorso 27 novembre a Roma, è il protagonista di «Non ti pago», commedia in tre atti scritta nel 1940, tra le più conosciute, brillanti e amate del repertorio eduardiano. Una splendida Sabrina Ferilli è la protagonista con Maurizio Micheli e Pino Quartullo di «Signori… le paté de la maison!», una commedia brillante, a tratti grottesca, scandita da una cena piena di rivelazioni.

Alessandro Preziosi raccoglie la sfida, tutta teatrale, di mettere in scena il prototipo del seduttore senza scrupoli. Il «Don Giovanni» di Molière si pone al confine tra teatro barocco e opera moderna. Il Verdi incontra la comicità di Vincenzo Salemme, protagonista di «Sogni e bisogni», lavoro liberamente ispirato al romanzo di Alberto Moravia «Io e lui».

La stagione prosegue con «La scuola», un testo già cult teatrale e cinematografico degli anni Novanta, ripreso dopo vent’anni da Silvio Orlando. In scena, accanto all’attore partenopeo, la bravissima Marina Massironi. Alessio Boni e Marcello Prayer sono gli interpreti de «I Duellanti», intrigantissimo romanzo di Joseph Conrad. La grande danza chiude la stagione con «Masters of dance», un omaggio a tre grandi coreografi europei, Christopher Bruce, Jiří Kylián e Yuri Possokhov, firmato «Tulsa Ballet», una delle più affermate compagnie di danza degli Stati Uniti.

Insomma, un disegno di spettacolo che si tesse lungo linee che incontrano tradizione e innovazione, passato e presente, opere “chiuse” e progetti aperti. Con l’auspicio di incontrarvi presto a teatro, auguro a tutti buona stagione.

Carmelo Grassi
Direttore artistico Nuovo Teatro Verdi

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